Certosa Festival

Lirica

Prosa

Flamenco

I templari
di Elena Bono,
con Massimo Foschi, Federico Orsetti, Gabriele Carli, Umberto Cerini, Marco Spiga, Mattia Battistini, Maria Elena Camaiori, Silvia Pagnin

Alla Festa del Teatro di San Miniato uno spaccato di vita del tardo Medioevo che ci aiuta a comprendere le contraddizioni della nostra epoca.

E' stata data nuovamente fiducia alla scrittrice e poetessa ligure Elena Bono che ne "I Templari" abbandonato il grande tema della contrapposizione fra potere spirituale e temporale , si è voluta misurare con la ricostruzione di un particolare momento della storia della Chiesa, in cui non è tanto lo scontro con lo Stato a condizionarne l' esistenza, quanto piuttosto la contrapposizione fra gli interessi di alcuni gruppi (i feudatari, i banchieri, la Corte) a che non venga mutato lo "status quo" e forze emergenti come i Templari che vogliono modificare l' equilibrio esistente. E uno dei limiti del testo teatrale sta proprio nell' aver voluto affrontare e condensare un tema così complesso e ricco di sfaccettature, anche per i continui rimandi ad un intricato contesto storico, nel lunghissimo dialogo fra il Precetto e l' Uomo Nero. Francamente anche lo spettatore più avvertito e disponibile stenta a seguire i due interlocutori, impersonati da Marco Spiga e Umberto Ceriani, in un dialogo fitto di riferimenti e citazioni: le vicende personali, a complicare ulteriormente le cose, si sovrappongono e frammischiano a quelle della "grande storia"con il risultato di disorientare in ancor maggior misura il pubblico. Anche l' imponente scenografia ideata da Spisa separa fisicamente il contesto in cui si svolge il dilogo fra il Precettore e l' Uomo Nero, collocato nella parte superiore della scena, da quello in cui si muovono gli altri personaggi (la Gisa, Rocco da Sezze, al piccolo Alì, la Tota) una sorta di universo di semplici che, negli intenti della Bono, dovrebbe simboleggiare la purezza dell' ideale che muove I Templari. I toni alti e, purtroppo, di scarsa  efficacia per la resa scenica del dialogo fra il Precettore e l' Uomo Nero si contrappongono a quelli bassi degli umili raccolti intorno al letto del cavaliere templare morente Waldenburg. La Bono vivacizza ulteriormente i dialoghi di questi ultimi personaggi con un attento lavoro di reinvenzione di un italiano delle origini. Altro interessante tentativo di movimentare la messa in scena è costituito dalle musiche originali di Roberto Tofi eseguite dal vivo dall' Ensamble Timbrel che fa il suo ingresso in scena con una sorta di corteo fra il Precettore e l' Uomo Nero, cui la regia di Pino Mannari riesce solo in parte a porre rimedio.

Intervista all' autrice Elena Bono